L’era del “Berlusconismo” Leggi “ad personam” che ritornano prepotenti, uno Stato ridotto ad avvocato difensore del Cavaliere,  che pur di sfuggire al giudice deturpa norme e leggi.
Ecco come la Repubblica, sempre ammesso che se ne possa ancora parlare, vive la sua ennesima umiliazione.

La nuova legge “bavaglio” obbliga tutti i giudici a dare precedenza a procedimenti relativi ad alcuni reati  e la sospensione per un anno di tutti i processi penali relativi a fatti commessi  fino al 31 dicembre 2001 che si trovino compresi ” tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado”. Ma naturalmente è solo un caso fortuito il fatto che, questo,  sia esattamente il caso in cui si trova Silvio Berlusconi nel processo per corruzione in atti giudiziari: accusato di aver spinto l’avvocato Mills a dichiarare il falso sul caso Fininvest.

A quel processo mancano due udienze alla sentenza. Si spiega cosi la fretta e l’emergenza nazionale, la vergogna di una nuova legge ad personam che vede il Premier nuovamente protagonista. Come se non bastasse tutto questo a dare l’ennesimo colpo mortale alla democrazia, il Cavaliere interviene anche sulla libertà di cronaca e quindi d’informazione, con il divieto di pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, impedendo, in tal modo, al cittadino di essere informato.
Questo disegno porta dietro di sé il tentativo di eliminare un’opinione pubblica consapevole e attiva, consapevole proprio perché informata.
L’informazione è alla base della democrazia.
In questo momento,vergognoso per uno Stato che si proclama democratico,  conviene prepararsi al peggio…anche se, forse, lo stiamo già vivendo…

Barbara Lombardi